PUN (oggi PUN Index GME) e PSV sono gli indici del prezzo all'ingrosso di luce e gas. Nelle offerte indicizzate il prezzo che paghi è l'indice del mese più uno spread deciso dal fornitore. Nelle offerte a prezzo fisso, per il periodo bloccato, l'indice non cambia il tuo prezzo.
Gli indici in parole semplici
| Indice | Di che cosa parla | Chi lo usa |
|---|---|---|
| PUN (oggi PUN Index GME) | Prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. Dal 2025 è calcolato a consuntivo come media ponderata dei prezzi zonali. | Offerte luce a prezzo indicizzato. |
| PSV | Prezzo del gas naturale al Punto di Scambio Virtuale italiano. | Offerte gas a prezzo indicizzato. |
Come entrano nella tua bolletta
Se hai un'offerta indicizzata, il prezzo della materia prima è formato così:
prezzo = indice del mese + spread del fornitore
L'indice cambia ogni mese, lo spread resta quello scritto nel contratto. Per questo, nelle offerte variabili, la bolletta può salire o scendere anche se i consumi non cambiano. Le altre voci della bolletta (trasporto, oneri di sistema, imposte) non dipendono dall'indice: le trovi spiegate nella guida su come leggere la bolletta.
Che cosa guardare quando confronti
- Lo spread, non solo l'indice: è la parte che dipende dal fornitore.
- La quota fissa mensile, che pesa soprattutto se consumi poco.
- Eventuali limiti al prezzo, se previsti dall'offerta.
- La possibilità di recedere se l'indice sale molto (guida alla disdetta).
Per scegliere tra prezzo fisso e indicizzato leggi la guida prezzo fisso o variabile.
Domande frequenti
È l'indice di riferimento del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. Dal 1° gennaio 2025 il riferimento per i contratti è il PUN Index GME, calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici come media ponderata dei prezzi zonali.
Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è il punto di scambio del gas naturale in Italia. Il suo prezzo è il riferimento per molte offerte di gas a prezzo variabile.
No. Sono indici all'ingrosso. Nelle offerte indicizzate il tuo prezzo è l'indice più uno spread stabilito dal fornitore, ma in bolletta si aggiungono trasporto, oneri di sistema, imposte e quote fisse.
È la quota che il fornitore aggiunge all'indice (per esempio in euro per kWh o per metro cubo) per coprire costi e margine. Due offerte indicizzate allo stesso indice possono costare in modo diverso per colpa dello spread.
Durante il periodo di prezzo bloccato no: il prezzo resta quello del contratto. L'indice può però influenzare le condizioni proposte alla scadenza.
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